Armando Aste per NOI

Armando AsteIl giorno 8 febbraio 2010 veniva costituita dall’allora Parroco Pierino Franco e da 67 operatori pastorali di Sacco l’associazione “Noi dell’oratorio Borgo Sacco”, come gruppo organizzato di volontari sorto per collaborare con la parrocchia nella pastorale della comunità e del tempo libero all’interno dell’oratorio di Sacco.

Per celebrare i dieci anni di vita dell’associazione si è pensato di ricordare una persona significativa per il quartiere e per la città, Armando Aste, uomo di profonda umanità e di altissime doti sportive ed alpinistiche. Dall’idea partita da Paolo Santino, volontario dell’oratorio, si è passati alla realizzazione dell’evento grazie ad una “cordata” di enti ed istituzioni che a vario titolo hanno dato il loro contributo: il Comune e la Cassa Rurale di Rovereto, con il loro sostegno economico; il patrocinio della Sat di Rovereto e del Coni; l’istituto comprensivo di Isera-Rovereto che ha messo a disposizione l’auditorium; la Biblioteca Civica che ha allestito la mostra; Alfio Ghezzi che ha offerto il rinfresco; Cinzia Toller che ha offerto la sua professionalità; ma soprattutto i tanti amici di Armando, anziani e anche giovani, quelli semplici e appassionati della montagna che hanno partecipato con forte coinvolgimento emotivo agli eventi proposti.

Armando Aste è un esempio in particolare per le nuove generazioni: un uomo semplice, ma carico di una profonda umanità e forte di una straordinaria passione per la vita. Armando ha accompagnato tanti amici in montagna negli anni difficili del dopoguerra, dimostrando che le conquiste più alte, le gioie che restano si raggiungono insieme, mai da soli, attraverso il costante allenamento, la fatica e il sacrificio. Ha fatto comprendere che oltre alle doti di forza e di coraggio per aprire nuove vie nella roccia, sono necessarie anche l’umiltà, fondata nella consapevolezza dei propri limiti, e la fiducia, da riporre nei compagni di cordata.

Il ricordo di Armando si è articolato in tre momenti:

  • venerdì 14 febbraio di fronte all’auditorium gremito della Scuola Filzi si è tenuta una tavola rotonda presentata dalla giornalista Cinzia Toller: Gianmario Baldi ha ricordato le doti umane e sportive di Armando testimoniate dal patrimonio di libri, oggetti e documenti donati alla Biblioteca; l’amico alpinista Mariano Frizzera ha rievocato alcuni momenti, impegnativi ma anche leggeri, legati alle loro imprese; il Parroco Padre Nicola Riccadona ha condiviso l’amicizia intessuta con lui al sereno tramonto di una vita comunque ancorata nella fede della tradizione contadina; Andrea Azzetti, regista de “Il Cercatore di Infinito" , ha anticipato il trailer del film sulla vita di Armando che è stato inviato al prossimo Festival della Montagna di Trento; il giovane alpinista Marco Cordin si è ritrovato con sorpresa a condividere, a distanza di alcune generazioni e nonostante il progresso della tecnica applicata alla roccia, le stesse motivazioni e spinte interiori che hanno animato Armando nelle sue imprese; ed infine Graziano Manica ha ricordato con commozione la generosità di Armando per le famiglie in difficoltà della sua Sacco e la feconda solidarietà che si è realizzata, grazie alla collaborazione con l’associazione Spagnolli-Bazzoni, con il centro di maternità in Burundi (Centre Medicale-maternitè di Buyengero).
  • Sabato sera 15 febbraio alla sala Filarmonica è andata in scena la lettura teatrale sulla prima scalata italiana della parete nord del monte Eiger a cura della compagnia “Derivati complessi”. Lo spettacolo, appassionante e coinvolgente, è stato intervallato da brani musicali di Vivaldi e Telemann, magistralmente eseguiti dal giovane e talentuoso violinista di Borgo Sacco Lorenzo Tranquillini che ha concluso lo spettacolo con l’immancabile “Signore delle Cime” di De Marzi. La serata ha avuto un sorprendente ed improvvisato epilogo con l’intervista e gli applausi tributati a due eroi di quella mitica scalata assieme ad Armando: Franco Solina e Gildo Airoldi. I due amici, con la vivace anzianità che oggi li caratterizza, hanno rievocato la loro amicizia con Armando, che fu per loro il trascinatore sia in quella impresa vittoriosa dell’ ”orco” (così spaventosamente chiamato il monte Eiger), sia nelle preghiere del Rosario mariano durante ogni bivacco sulle vette.
  • La mostra fotografica sulla vita e le imprese di Armando Aste all’oratorio di Sacco, inaugurata nel pomeriggio di sabato 15 febbraio di fronte ad un folto pubblico, allietato dal buffet di Alfio Ghezzi, è rimasta aperta agli appassionati per tutta la settimana fino a domenica 23 febbraio. La mostra è stata curata ed allestita dalla Biblioteca civica “G. Tartarotti” di Rovereto che ha permesso di esporre documenti, fotografie e attrezzature dell’alpinismo d’epoca e delle imprese di Armando, con il premio del “Pelmo d’oro” alla carriera alpinistica vinto nel 2008. Per la parte riguardante il progetto maternità in Burundi, la mostra è stata allestita dal giovane fotografo roveretano Francesco Frizzera, con la disponibilità di Mirko Pergher.

Un grazie a tutti coloro che hanno collaborato all’iniziativa e a tutti i visitatori che hanno generosamente contribuito alla raccolta fondi per il completamento del centro sanitario in Burundi.

Al termine di questo evento si può dire che Armando rimane nei nostri cuori come un maestro di vita che ha tracciato ed indicato una via. In fondo, la scalata di una montagna è il paradigma della vita di ciascuno: un cammino in salita da percorrere e gustare insieme, intessendo relazioni e legami di fiducia in chi ci cammina a fianco, superando rocce e asperità con la speranza e la fede di arrivare in vetta per gioire, abbracciati, di fronte ad un orizzonte infinito.

Ed ecco allora che l’oratorio è come la montagna: un luogo solido, fissato sui valori umani e cristiani più veri e profondi, che permette a chi lo frequenta di avvicinarsi un po’ di più al cielo, e cogliere il senso dell’infinito.

E in questo ambiente, solido come la montagna, da dieci anni c’è una cordata di volontari in cammino. Questa cordata ha il punto di ancoraggio fissato nella parrocchia, si snoda in corda doppia negli ambienti e nei campi dell’oratorio per accompagnare in vetta i più giovani e inesperti scalatori.

Stefano Malena

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