Grerculest 2017

animatori Il 12 giugno 2017, come ormai da ventiquattro anni, ha avuto inizio il celebre Gr.Est. di Borgo Sacco organizzato dall’Associazione “NOI dell’Oratorio Borgo Sacco”, ed offerto principalmente ai bambini che hanno frequentato la catechesi parrocchiale. A differenza degli anni passati, gli animatori hanno deciso di mettersi ancora piú in gioco, prestando il servizio di volontariato per ben tre settimane, fino al 30 giugno 2017. 

Come di consueto, sin dagli inizi di febbraio, gli animatori hanno intrapreso un percorso di preparazione settimanale, volto ad organizzare le attività che si sarebbero poi proposte alle bambine e ai bambini del Gr.Est.
Il filo conduttore è stato la storia rivisitata di Ercole e le dodici fatiche, durnate le quali il semidio greco, assieme ad una sua fan appassionata, ha dovuto ritrovare i pezzi di una vecchia statua, vivendo ogni giorno esilaranti avventure con personaggi alquanto bizzarri.

Sulla base della storia sono stati organizzati giochi a tema, giochi d’acqua, grandi giochi e attività manuali, cercando ogni anno di dare spazio alla creatività degli animatori per trovare modi sempre nuovi di far divertire i nostri "fratelli e sorelle più piccoli". E’ doveroso sottolineare come l'impegno degli organizzatori, vuole andare oltre il semplice "far divertire", ma punta a consolidare il Gr.Est. come uno spazio educativo per i bambini e le bambine, all’interno del quale si impara a stare assieme e a riflettere, dedicando mezz'ora ogni giorno ad un momento di riflessione pensato dagli animatori sui temi dell’amicizia, della responsabilità e del rispetto del creato, prendendo spunti dalla vita di San Francesco e di Santa Chiara.

Il sole e il caldo quest’anno sono stati favorevoli alla buona riuscita dei giochi e delle gite sul territorio. In particolare, oltre a Riovalli e al Parco di Aldeno, sono state ben due le nuove mete in cui il Gr.Est si è recato: la pista di bici a Nomi e il Muse a Trento, entrambe molto apprezzate da tutti i bambini.
All’interno dell’oratorio invece, le giornate si sono articolate fra momenti di accoglienza, gioco libero e numerose sfide tra le otto squadre.

Dopo tre settimane, questa edizione si è incredibilmente conclusa con un’inaspettata vittoria a parimerito, che ha visto trionfare ben due squadre: gli azzurri e i rossi. Ad ogni modo, oltre alla semplice classifica, a ciascuna squadra è stato assegnato un piccolo premio, simbolo di una loro qualità emersa durante le settimane.
Fra sorrisi, abbracci e risate, il tutto si è concluso con la festa pomeridiana del 30 giugno insieme a genitori e nonni, a seguito della proiezione del fantastico video montato in notturna da alcuni temerari animatori.

Come ogni anno, una nota di merito va sicuramente agli animatori che si sono resi disponibili nel prestare un servizio di volontariato piuttosto impegnativo, dimostrando molta maturità, responsabilità e disponibilità.

Infine, un ringraziamento a tutti i genitori che hanno saputo fidarsi e affidarci i loro figli, affinché questi potessero vivere un’esperienza che ormai si arricchisce di anno in anno e alla Caritas la cui collaborazione si conferma ogni anno preziosa per rendere il Grest uno spazio di divertimento e di solidarietà.

Vi diamo appuntamento al prossimo anno per vivere e festeggiare insieme il nostro 25° compleanno.
A presto!

Simone Ondertoller
Virginia Adami
e tutti gli organizzatori

Il mio servizio in oratorio

BortLa mia esperienza di servizio civile inizia quasi per caso, da una mail, inviatami dai miei genitori.

La "lettera" dice che l'Associazione NOI Trento ha presentato tre progetti (Borgo Sacco, Lavis e Trento) per tre ragazzi del servizio civile.
Avendo appena sostenuto il colloquio all'agenzia del lavoro per il "percorso D" di garanzia Giovani e dovendo scegliere un progetto non ci penso un attimo e porto subito le carte in curia.
Pochi giorni dopo il primo incontro con gli OLP a Trento dove ci viene consegnata una "prova" scritta nella quale io ovviamente rispondo facendo a dir poco capire che preferirei svolgere il servizio a Sacco (chiedere al Presidente per conferma).
Passano altri pochi giorni e riecco che tutti gli otto candidati si presentano al civico 2 di piazza fiera (TN) per il colloquio orale. Mentre aspetto il mio turno mi confronto con gli altri candidati riguardo la location preferita e le varie competenze ed esperienze ed i miei "avversari" mi fanno capire che gioco in casa; beh, che dire, quando un avversario ti dice che sei in vantaggio non c'è nulla da aggiungere e quindi scendo al piano terra più fiducioso (effettivamente le mie carte erano probabilmente più adatte di quelle degli altri).
Nel pomeriggio vado in palestra per allenare i ragazzi e più o meno verso le 17.30 chiama Carmen per dirmi che ero "assunto"...inutile dire che la prima reazione fu un bel sorriso!

Ok questa era tutta la preparazione, ora si comincia a fare sul serio.
Primo Aprile: primo giorno di "scuola" in quel di Villa S.Ignazio insieme agli altri in servizio; 8 ore per la maggior parte noiosissime e piene di formalità, firme e contro firme, cavilli ecc.
Dal giorno successivo si torna sul campo, in oratorio, dove sono cresciuto (fino ai primi anni di superiori ci passavo così tanto tempo ogni giorno che alcuni miei amici mi dicevano che era la mia seconda casa). Primo incarico del signor Malena Stefano: "giovedì e venerdì ti fai un paio di ore la mattina per studiare il regolamento dell'oratorio e lo statuto dell'associazione"; primo pensiero "mannaggia Stefano, non sono andato all'università perché non mi piace studiare ed il primo compito che mi dai sono 4 ore di studio? Non le facevo a scuola in una settimana..."
Ovviamente il giovedì mattina alle 9,30 ero seduto sugli scalini a studiare e il venerdì pure...
Per fortuna il 5 è Pasqua e ci sono 3 giorni di vacanze, non ce la facevo più a studiare...

Nelle settimane successive gli "incarichi" sono svariati: si va dal tagliare l'erba, alle riunioni serali con gli animatori, dall'apertura pomeridiana, all'organizzazione della "Champions'acco Rafiki".
Inizio a conoscere i volontari delle varie "attività" (apertura, direttivo, gruppo mamme, manutenzione,...), loro iniziano a conoscere me, iniziano a pensarmi ed a vedermi in modo diverso: passo da "il ragazzo che viene a dare una mano" a "lui c'è sempre" a "lui è il capo qui" a "dicci tu cosa dobbiamo fare"; il passo, in senso prettamente temporale è breve, la responsabilità, le mansioni ed il "nuovo" ruolo mi piacciono (mi è sempre piaciuto fare il capo e dire agli altri cosa fare...a chi non piace?).
Aprile e Maggio passano in fretta e quasi non mi rendo conto del mio ruolo di "lavoratore" ma mi sembra di andare in oratorio come ho sempre fatto...con la metà di Maggio iniziano i preparativi "pratici" per la Festa della Comunità il che significa sveglia "presto" (per le mie abitudini) per venire ad aprire il cancello a quelli del comune per portare transenne, sedie e pannelli (per la mostra); un'altra mattinata per il gonfiabile ed un'ultima per la casetta (adibita poi a cassa). Di mattinata in mattinata, con l'apertura pomeridiana sempre fissa, le giornate della settimana precedente alla festa si riempiono.
Finalmente arriva il weekend e durante la festa trovo il tempo per divertirmi e argomentare con gli amici discorsi sull'andamento in borsa e sulla situazione politica internazionale (nel frattempo sono andato a votare per l'elezione del sindaco...)...la domenica sera (più notte che sera in realtà) arriva più presto del previsto il che significa che la mattina seguente ci sarà la sveglia presto (sempre secondo le mie abitudini)...ed ecco che, come la settimana precedente alla festa anche quella successiva si riempie senza problemi per smontare il tutto e mettere in ordine.
Giugno inizia con l'attesa per il Gr.Est.: eh sì, sembra strano ma anche gli animatori (soprattutto quelli che vanno a scuola) non vedono l'ora che inizino quei 15 giorni; in quelle giornate si suda, ci si stanca, ci si arrabbia, si rimpiangono le mattine scolastiche passate seduti a dormire appoggiati al muro ma, in fondo, ci si diverte e parecchio altrimenti nessuno lo rifarebbe l'anno successivo.
Nonostante siano le due settimane più insonni della mia vita (diciamo che le NBA Finals non hanno aiutato): dalle 7:45 alle 19:00 sono in oratorio, poi casa, doccia, cena, casa di Bellini e finalmente, non prima delle 5:00 (di solito verso le 6:00) nanna. Vi chiederete se ho una relazione con il povero Davide; la mia risposta è semplice "ho una relazione con un programma che solo la sua TV trasmette: NBA Finals appunto"..ah no scusate, ho una relazione anche con il suo caffe e con il suo divano (GRAZIE PAOLA).
Bene, passato questo periodo di veglia prolungata, arriva il periodo del relax prolungato; le sole 15 ore settimanali di luglio permettono un certo riposo (nonostante occupino 5 sere estive a settimana). Durante l'apertura serale passo spesso il tempo nei campi, spesso il numero di volontari è superiore alle mansioni da svolgere e quindi quello che va a giocare nei campi sono io. Ecco, diciamo che del mese di Luglio proprio non posso lamentarmi.
Arriva Agosto, Ferie. Non devo dire altro vero? Ferie fino al 16.
17 Agosto ore 5:45 SVEGLIA. Le due magnifiche settimane di ferie con sveglia fissata "a quando fa troppo caldo per dormire", a Margone, cioè mai, vengono interrotte da questa brutta invenzione che è la sveglia. Purtroppo non è un errore, quella sveglia è mia, l'ho fissata io e non ero sotto effetto di stupefacenti quando l'ho impostata; l'ho messa perché alle 6.30 devo essere a Mori in piazzale Kennedy per l'inizio di una settimana di cammino da Fucecchio (FI) a Viareggio (LU) con il gruppo di Mori appunto.
Le aspettative per questa settimana non sono delle migliori, non conosco nessuno, non potrà mai essere come la Francigena di due anni fa...per fortuna mi sbaglio e, con il passare dei giorni, mi affeziono anche a questi nuovi compagni di viaggio, fin'allora letteralmente sconosciuti.
Rientro dal campeggio itinerante e, dal giorno successivo sono di nuovo in oratorio: il signor "Davio" è stato incaricato di stuccare ed imbiancare la cappella e la sala Don Cornelio. Il presidente mi ha dato mandato di aiutarlo e mettermi a sua completa disposizione ed io obbedisco subito agli ordini. L'imbianchino mi insegna subito alcuni trucchetti del mestiere e, vedendo che imparo velocemente mi lascia da imbiancare lo sgabuzzino e la "zona paramenti liturgici" (tonache).
Davio è soddisfatto di come lavoro e m'impegno e mi assegna anche il compito di "grattare e raschiare" le parti che presentano infiltrazioni della sala Don Cornelio!
La collaborazione e l'intesa sono buone, nonostante qualche volta mi venga da ridere di fronte al "personaggio" al quale porgo aiuto!
A lavoro svolto mi chiede se voglio fare qualche lavoretto per lui, io gli spiego che fino a marzo sono impegnato col servizio civile, ci scambiamo i numeri e ci salutiamo.
Con il mese di Settembre arriva l'amata Val Duron con i ragazzi della terza media (annata 2001); inizialmente sono un po' titubante, conosco le due "catechiste" Miriam e Monica ed anche alcuni ragazzi, ma sono l'unico della mia fascia di età. Un paio di giorni prima della partenza arriva la notizia che mi rasserena: anche Filippo, figlio di Miriam e mio grande amico, parteciperà alla spedizione.
Il giorno della partenza sono molto tranquillo; io, Filippo ed altri 4 ragazzi raggiungeremo Campitello in corriera mentre gli altri saliranno in macchina. Il viaggio è divertente e mi aiuta a rompere il ghiaccio con i ragazzi. Giunti alla meta inizia la sfida: farsi ben volere e trascinare i ragazzi; se c'è una cosa che mi piace fare è il trascinatore o il leader. Passo dopo passo riesco nell'intento e, l'ultimo giorno, nel momento dediche, mi decido a leggere una frase di Will Smith con un nodo in gola: "Essere realistici è la strada più frequentemente percorsa sulla via della mediocrità: perchè essere realistici? Per quale ragione? È irrealistico pensare di entrare in una stanza, premere un interruttore e avere la luce, questo è irrealistico; fortunatamente Edison la pensava diversamente. È irrealistico pensare che puoi piegare un pezzo di metallo e far volare persone sopra l'oceano in quel pezzo di metallo, questo è irrealistico; ma fortunatamente i fratelli Wright la pensavano diversamente". Lascio un paio di citazioni, che mi sembrano significative per la loro personalità, ad alcuni ragazzi e mi sento soddisfatto. Durante l'ultima sera, alcune ragazze che frequenteranno il liceo scientifico mi chiedono alcuni consigli; mi vene da ridere, ragazzi io sono passato col 64 e sicuramente non sono un buon esempio come studente, chiedete pure conferma ai miei professori, compagni di classe, amici e genitori o anche a mia sorella che continua a rinfacciarmelo! Comunque le tre si dicono piacevolmente colpite dai miei racconti e dalle mie parole. Ce l'ho fatta: sono stato il trascinatore per 5 giorni e l'ho fatto senza neanche pensarci troppo, mi sono divertito.

Al ritorno a Rovereto mi aspetta una sorpresa, dal 7 Settembre avrò un collega. Lo incontro proprio il 7 a Trento in curia durante una "formazione", si chiama Samuele Sontacchi; prime impressioni? BOH. Inizio a conoscerlo meglio dal giorno successivo, gli mostro un po' la struttura, gli dico cosa faccio di solito e quali sono i nostri "compiti": Stefano mi ucciderà ma non sempre le due cose coincidono. Nei mesi di Settembre e Ottobre siamo spesso a Trento per organizzare la Festa giovani che si svolgerà al palatrento il 24 Ottobre appunto.
Le presenze in oratorio sono calate rispetto a quando avevo iniziato, con Samu diamo la colpa al periodo dell'anno, l'inizio della scuola ed il tempo: è bello avere una scusa che ci tolga questo "peso".
Il 24 mi alzo presto per prendere la corriera e recarmi al palatrento per allestire il tutto. Durante il viaggio sono alquanto assonnato e, nei pochi momenti di veglia, penso al fatto che in ogni caso, non mi dispiace essere spesso nel capoluogo, nonostante ciò mi costringa a svegliarmi prima del solito.
La festa è ben preparata e riesce alla grande, ma non si fa in tempo a concludere la giornata che dobbiamo riincontrarci con i colleghi per preparare la giornata oratori del 22 Novembre. Evvai. Mi piace lavorare, programmare ed organizzare in gruppo, seduti intorno ad un tavolo; mi trovo bene in questo gruppo.
Anche a Novembre e Dicembre le presenze pomeridiane scarseggiano ma con Samu facciamo partire due progetti: Post@zione e soprattutto Oratorio Express. Il primo in realtà non è poi così divertente mentre il secondo, dopo un periodo senza iscrizioni, parte bene ed occupa tutto il giovedì pomeriggio, "riempiendo" di conseguenza l'oratorio.
Arriva il periodo natalizio, e con esso le ferie. Addio 2015, benvenuto 2016.
Senza che nemmeno me ne accorga sono allo sprint finale: ultimi 3 mesi.
Eppure, nonostante il periodo invernale, io e "il Sonta" siamo pieni di impegni: dobbiamo organizzare la festa oratori del 24 Gennaio, mi hanno incastrato in Grest e Champions'acco.
Un punto alla volta, partiamo dal primo.
Ho già avuto a che fare con l'organizzazione di "eventi giovanili" (fa più figo chiamarli così?) ma questa volta è diverso. È diverso perchè nell'ufficio di Trento nasce la bella, scusate, bellissima idea di iniziare la giornata con una rapprensentazione teatrale che riporti alla luce la parabola del padre misericordioso...spero che abbiate colto l'ironia perchè avremmo voluto coglierla anche noi quando Monica e Carmen ci hanno riferito il tutto con molto entusiasmo, troppo entusiasmo.
E così per alcune serate mi sono recato in curia per apprendere dai "Bandus" i segreti del mestiere.
Il primo incontro è stato abbastanza tranquillo e si è definito ciò che si sarebbe fatto quel giorno; ci hanno chiesto di scrivere la storia dal punto di vista dei vari personaggi, in prima persona. Incontro numero 2: porto e leggo il mio testo sul figlio maggiore e fin qui tutto bene; ora viene il momento di rileggerlo, di interpretarlo, di metterci enfasi e passione, insomma è il momento di farsi "attore".
Tutto è pronto, la sveglia alle 7 la Domenica mattina è un pugno nello stomaco, soprattutto perché prima c'è il sabato sera, e così mi ritrovo sul palco, dopo aver scroccato un passaggio ad Irene che devo ammetterlo: è sempre molto disponibile. Il teatro dell'oratorio di Arco è pieno, l'ultimo consiglio che riceviamo è quello di recitare come se stessimo parlando ad una persona che conosciamo, come se fossimo faccia a faccia con lei....non conosco tanta gente e quindi scelgo Viviana, è a metà platea, non dovrò stare troppo a cercarla con gli occhi. Questo è quello che pensavo prima che si spegnessero le luci sul pubblico, prima che si accendessero sui protagonisti. Forse la citazione che più inquadra la situazione è tratta dal film "Blues Brothers" ed è "Lui ha visto la luce, lui ha visto la luce, lui ha visto la luce".
Se avete visto il film saprete che la frase ha un risvolto positivo, beh in quel momento di luce positiva vi posso assicurare che non ce n'era proprio. Sta parlando Giovanni, il figlio minore, poi toccherà a me; ho posizionato male il leggio ed ora cerco di avvicinarlo al microfono. La mia voce si sente poco me ne accorgo, provo ad alzarne il tono. Il mio sguardo è perso nel vuoto della platea ma le mie gambe non tremano e mi sento abbastanza sicuro. Concludo la mia parte, faccio un passo indietro, si spegne il faro, torno a vedere. Dentro di me penso: "grande Bort, la giornata è finita" in realtà durerà fino al tardo pomeriggio ma psicologicamente è finita.
Il secondo momento catartico della giornata avviene durante la messa; coi colleghi siamo seduti in fondo alle chiesa, Don Rolando sta celebrando ma il mio cervello cambia le sue parole in sonnifero e finalmente, forse nel momento meno adeguato, recupero un po' di sonno. Riesco a non cadere in catalessi e sono sveglio per il padre nostro; al momento della stretta di mano per la pace tutti mi guardano con occhi che trasmettono rimprovero e sorriso allo stesso tempo e penso "riesco a far ridere la gente anche a messa, mentre dormo".
Non ho neanche il tempo di riposarmi che devo compilare le carte per la Champions'acco, glorioso torneo del ridente quartiere di Sacco. Tempo di ammalarmi e fare un po' di malattia (che da mesi professavo come salvezza) che si torna in campo con le riunioni dipreparazione a Gr.Est. 2016.
Io e Samu dovremmo essere i responsabili del torneo ma lui, la parte "amministrativa" proprio non è in grado di farla e allora mi tocca tutto il fardello. Per quanto riguarda GrEst cerco di prendermi meno impegni e responsabilità possibili di modo che in caso di abbandono futuro la cosa non gravi più di tanto sull'esito finale.
La due giorni di formazione Senior a Santa Giuliana può solo accompagnare l'arrivo di Marzo. Ultimo mese, poi la libertà. Gli ultimi 31 giorni passano velocissimi anche perchè non sono 31: dal 22, sfruttando le festività, vado in ferie ed ufficiosamente concludo il mio servizio.
Ultimo saluto ai colleghi mercoledì 30 marzo, ore 11 in curia. Dimmi tu se per festeggiare devo svegliarmi un'ora prima del solito! L'orario del treno non aiuta e mi ritrovo a Trento un'ora prima: bazzico un po' per piazza Fiera, faccio tappa in libreria, un salto alla Loacker ma dopo mezz'ora sono seduto su una panchina con De André nelle cuffiette. Finalmente, con Sara, entro in ufficio. L'idea del colloquio di fine esperienza era balenata nella mia mente ma speravo di sbagliarmi fino al momento in cui Don Rolando l'ha resa ufficiale con un "chi inizia per primo?"; non che mi metta in soggezione o mi dispiaccia parlarne a tu per tu ma sicuramente avrei preferito evitarlo, magari parlandone con tutti e mettendola sul ridere come faccio spesso. Sempre, sì scusate, lo faccio sempre. Sara è la prima ed in 5 minuti esce..."neanche il tempo di bere il caffè" esclamo prima di entrare. Se per lei è stato veloce, per me è un lungometraggio russo, in lingua originale, con i sottotitoli in cinese, quelli che ti danno fastidio quando trovi in streaming il film appena uscito al cinema. Uscendo, Sara mi guarda stravolta ma la sorprendo con un "ero più interessante io"
Pranzo con Samu, Michael, Irene, Sara, Giovanni, i capi e coloro che ci sostituiranno. Prendo il treno, torno a casa, torno ad essere disoccupato.
In dodici mesi ho portato a casa un po' di soldini, una voce nel curriculum, un'esperienza, delle relazioni, delle amicizie ma soprattutto un patrimonio di penne del NOI!!!
Fermi tutti non ho finito...all'ultimo pranzo (se solo ci fossimo trovati per cena...) ho promesso di chiudere con una cit.
"La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto"
(Charles Bukowski)
Mi chiamo Bort, cit. Bort

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